“Al primo “ciao” io mica lo sapevo che un po’ mi avresti cambiata tutta, che mi avresti resa più coraggiosa, meno paranoica e meno sola e un poco più capita e più me di quanto io non sia mai stata, mica lo sapevo che avrei tenuto dentro me i tuoi occhi sempre come stelle dentro al cielo un po’ coperte dalla nebbia. Al primo “ciao” che mi hai detto sotto voce io mica lo sapevo che il tempo da quel giorno non ci avrebbe più sfiorato che non avremmo più sentito che passava anche se invece passava pure un sacco veloce che anche il lunedì sarebbe diventato domenica, e che sarebbe stata primavera sempre dentro a tutti i nostri inverni ogni istante, mica lo sapevo che mi avresti fatto luce dentro al buio, che i miei fantasmi li avresti stretti forte per farli sentire meno soli, che mi avresti lasciata qui ad aspettarti ogni volta, ogni momento, come se vivere iniziasse sempre dove finisci tu. Mica lo sapevo, al primo “ciao” un po’ impacciato, che tutto quel che sapevo da quell'istante non l'avrei saputo più, che avrei conosciuto insieme a te la rabbia, il dolore, le paranoie e il rancore e la meraviglia di svegliarmi e sapere che avrei visto i tuoi occhi e che di certo mi sarebbero bastati a scordarmi tutto il male. Al primo “ciao” che ci siamo detti incerti io mica lo sapevo che l'amore esisteva davvero e che all'improvviso mi sarebbe caduto negli occhi direttamente dai tuoi sorrisi estremi - come un oceano tra i capelli - no, che non lo sapevo però me lo sentivo.”
— Marzia Sicignano.


